02 Dic La torba scarseggia
La torba scarseggia
Sul mercato c’è carenza di torba, il substrato di coltivazione più utilizzato nelle attività vivaistiche orticole e floricole. Da Estonia e Lettonia, paesi baltici grandi produttori di torba, giunge conferma di volumi ridotti al 20-40% rispetto agli standard. Per le associazioni di settore le conseguenze sono evidenti: ci sarà una necessità di materie prime alternative e ammettere un inevitabile aumento dei costi per le produzioni floricole e orticole.
Le informazioni condivise dalle associazioni di settore in Estonia e Lettonia confermano che la stagione in corso è tra le peggiori degli ultimi decenni, con volumi di raccolta gravemente ridotti a causa delle piogge persistenti e delle condizioni meteorologiche sfavorevoli. In Estonia la produzione ha raggiunto solo il 25% della media, con una stima massima del 40% entro fine stagione. In Lettonia la situazione è altrettanto critica: in molte aree i volumi raccolti non superano il 20-30% del piano, con punte minime del 3% in alcune zone. Da Lituania, Finlandia e altri Paesi produttori di torba europei giungono informazioni che, pur con alcune lievi differenze, descrivono uno scenario analogo, volumi raccolti nettamente inferiori rispetto alla media e forti difficoltà nel portare a termine la raccolta.
Accanto alla torba, anche la fibra di cocco, seconda materia prima più utilizzata per i substrati, ha risentito di una difficile raccolta. L’imprevedibilità della stagione delle piogge nei Paesi produttori crea problemi sia alla produzione sia alla disponibilità, richiedendo una programmazione degli acquisti che può arrivare a sei mesi: un aspetto che impone particolare attenzione a tutta la filiera.
La ridotta disponibilità di torba comporterà inevitabilmente un aumento dei costi delle materie prime e, di conseguenza, un incremento dei costi del prodotto finito e dei costi di produzione per le aziende floricole e orticole. Sarà inoltre necessario ricorrere a un maggiore impiego di altre materie prime, non usualmente utilizzate in queste proporzioni, pur consapevoli che non potranno sostituire integralmente la torba. Questo significa che gli utilizzatori dovranno essere disponibili a utilizzare tipologie di substrati diverse da quelle standard finora impiegate, accettando possibili criticità ma anche cogliendo l’opportunità di un momento di svolta per l’intero settore. In tale difficile contesto i soci delle associazioni di settore ribadiscono il proprio impegno ad accompagnare produttori e operatori nelle difficoltà che emergeranno, a promuovere momenti di confronto e aggiornamento costanti con tutti gli attori della filiera e a garantire un’attenta comunicazione per informare il mercato e i partner sull’evoluzione della crisi.
Si sottolinea che il comparto sta affrontando una fase di eccezionale difficoltà, mai vista prima e si continuerà a monitorare con attenzione l’evoluzione della situazione internazionale e a informare tempestivamente soci, operatori e utilizzatori finali. La collaborazione, il dialogo e la disponibilità al cambiamento lungo tutta la filiera saranno fondamentali per gestire al meglio le conseguenze di questa crisi e per delineare nuove strategie sostenibili per il futuro. Si raccomanda inoltre agli acquirenti di terricci e substrati di consultarsi tempestivamente con i propri fornitori, unico modo per garantire, per quanto possibile, una gestione più̀ attenta delle forniture nei prossimi mesi.
Questa carenza sul mercato mette a repentaglio la sicurezza e la produzione alimentare e porterebbe alla carenza di alcune categorie di prodotti. I substrati di coltivazione sono utilizzati per coltivare ortaggi, frutta, funghi, alberi e piante ornamentali in serra e in pieno campo. Altri materiali per la coltivazione sono stati sperimentati, come la fibra di cocco, la corteccia, la fibra di legno, il compost verde, etc., ma mostrano ancora limitazioni e difetti. Quali produzioni dipendono dalla torba come substrato? Buona parte delle produzioni florovivaistiche, in particolare le giovani piantine destinate al trapianto, le piante di orticole, i funghi coltivati. Per molte di queste produzioni la torba è, ad oggi, insostituibile.
Nell’UE l’estrazione della torba è regolamentata da precise normative ambientali e sono numerose le torbiere in cui non è più possibile l’estrazione, tutelate come ecosistemi protetti. È però necessario che sia garantita una fase di transizione che consenta un equilibrio tra la protezione degli ecosistemi e la possibilità per le imprese di poter continuare la produzione, accompagnando con adeguati finanziamenti la ricerca del giusto mix di alternative tra compost, derivati dalla lavorazione del legno, etc., anche promuovendo filiere nazionali a km zero.