07 Feb Resoconto sul clima del 2023
Resoconto sul clima del 2023
Nel resoconto climatico dell’anno passato, emerge il forte impatto del cambiamento climatico attraverso le inquietanti immagini di alluvioni, incendi, siccità e ondate di calore viste sui quotidiani e telegiornali. Questi eventi estremi rappresentano segnali inequivocabili di un riscaldamento globale in costante accelerazione che non dà segnali di arresto. Tuttavia, il 2023 non ha portato solo notizie negative in tema di clima.
L’abbandono dei combustibili fossili
Una delle notizie più rilevanti è giunta quasi alla fine dell’anno, nel mese di dicembre, con la conclusione della Cop28, la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima con sede Dubai. Nel testo conclusivo a rapporto dell’evento si è fatta menzione esplicita, per la prima volta dopo 28 anni, dei combustibili fossili in relazione alla necessità di avviare una transizione verso l’abbandono del carbone, del petrolio e del gas entro il corrente decennio, con un obiettivo di completa eliminazione entro il 2050. Contemporaneamente viene auspicata la triplicazione della capacità delle fonti rinnovabili e il raddoppio dell’efficienza energetica.
Naturalmente, il documento include anche diverse questioni contrastanti, tra cui la possibilità di utilizzare “carburanti di transizione” nei prossimi anni, spesso individuati nel gas naturale, e la mancanza di una tempistica definitiva e di controlli rigorosi sull’attuazione della transizione verso energie più green.
Rapporto tra potenze
Un’altra buona notizia è il rinnovato dialogo tra Stati Uniti e Cina in materia ambientale. Dopo la Cop26 di Glasgow, in cui era emersa la possibilità di un’intesa tra le due nazioni, si è assistito a un progressivo miglioramento dei rapporti. Il primo passo è stato fatto dagli Stati Uniti, tornati ad impegnarsi nel contrasto ai cambiamenti climatici dopo gli anni di negazionismo sotto il governo di Trump. Nonostante le tensioni legate alla crisi in Taiwan, il dialogo è stato ripreso su più fronti, inclusa la questione ambientale che ha visto un lavoro congiunto sulla riduzione delle emissioni di metano. È importante sottolineare che molti dei risultati ottenuti durante la Cop28 devono dire grazie proprio agli Stati Uniti e alla Cina. Ad esempio, l’approvazione della triplicazione delle energie rinnovabili e del raddoppio dell’efficienza energetica è stata confermata durante un vertice tra i rappresentanti delle due nazioni.
Stanziare soldi per il clima
La finanza per affrontare la crisi climatica ha segnato importanti progressi durante la Cop28 tenutasi a Dubai. Un fondamentale passo in avanti è stato l’approvazione definitiva del fondo per le Perdite e i Danni, che ha la finalità di assistere i Paesi in via di sviluppo nelle situazioni di emergenza causate da eventi climatici estremi. Numerosi governi, tra cui quello italiano, hanno promesso e quantificato il loro contributo, raggiungendo un totale di 700 milioni di dollari. Inoltre, nel corso del 2023, gli Stati membri dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) hanno finalmente mantenuto una promessa, a lungo disattesa, di stanziare 100 miliardi di dollari l’anno per aiutare i Paesi in via di sviluppo nella mitigazione e nell’adattamento ai cambiamenti climatici.
Proteggere gli oceani
A maggio, un altro importante successo è stato raggiunto con l’approvazione di un trattato per la protezione della biodiversità degli oceani. Questo trattato consentirà alle nazioni di creare nuove aree di protezione in mare aperto, un passo cruciale verso l’obiettivo di proteggere il 30% delle terre e dei mari entro il 2030, annunciato durante il vertice delle Nazioni Unite sulla biodiversità alla fine del 2022.
Nonostante questi progressi, rimane il fatto che gli sforzi potrebbero non essere sufficienti a invertire la rotta e a mantenere il riscaldamento globale al di sotto degli 1,5°C, soprattutto considerando i record di temperature registrati nel 2023.