06 Ott Quando le piante diventano musica
Quando le piante diventano musica
E se fosse possibile ascoltare ciò che accade all’interno di una pianta? È questa l’idea alla base di Botanical Soundscape, un progetto nato al Parco di San Sisto a Roma che trasforma le variazioni fisiologiche delle piante in un’esperienza musicale immersiva. Il primo protagonista è un monumentale cedro del Libano, alto circa 20 metri, insieme alla vegetazione dello storico vigneto del parco.
Il progetto utilizza Plants Play, un dispositivo di bioacustica che rileva le microvariazioni della conduttività elettrica e della resistenza dei tessuti vegetali attraverso due elettrodi applicati a foglie o rami. Questi segnali, legati a processi fisiologici come il movimento della linfa, l’idratazione e le risposte della pianta a stimoli ambientali quali luce, temperatura e contatto, vengono trasformati digitalmente in parametri musicali.
La pianta, quindi, non “suona” nel senso letterale del termine e non compone autonomamente una melodia. Il dispositivo traduce in suoni variazioni biologiche normalmente impercettibili all’orecchio umano, che il musicista può poi elaborare scegliendo strumenti, timbri e scale musicali. Il risultato è una traccia sonora in continua evoluzione, influenzata dalle condizioni dell’ambiente e dall’attività fisiologica del vegetale.
A San Sisto questa tecnologia diventa anche uno strumento per osservare il paesaggio con una prospettiva diversa. L’obiettivo di Botanical Soundscape è infatti costruire una vera e propria mappa sonora della vegetazione romana, esplorando parchi, giardini e differenti specie vegetali. Al termine delle performance, le composizioni vengono rese nuovamente accessibili attraverso QR Code, trasformando il suono delle piante in una sorta di memoria permanente del luogo.
Un esperimento curioso che invita a considerare le piante non più come semplice sfondo del paesaggio, ma come organismi viventi capaci di interagire continuamente con l’ambiente che le circonda.