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Piante da bacca commestibili

Con l’arrivo dell’autunno la natura si prepara al riposo invernale: le foglie cambiano colore, i rami si spogliano lentamente e molte piante mostrano i loro frutti, piccoli scrigni di semi e sostanze nutritive. Queste bacche non sono soltanto un’importante risorsa per l’avifauna, che trova così cibo in una stagione povera, ma possono essere impiegate anche dall’uomo in cucina, per preparare confetture, gelatine, composte e, in alcuni casi, anche liquori. Tra le specie più interessanti che uniscono valore ornamentale, ecologico e gastronomico troviamo il biancospino, i meli ornamentali e i sorbi.

Biancospino

Il genere Crataegus è diffuso in tutto il continente europeo e si trova anche a quote basse, vicino ai centri abitati. Il biancospino comune (Crataegus monogyna) è una delle essenze più frequenti nei giardini e nei margini dei boschi. In passato era molto più presente nel paesaggio rurale e utilizzato in vari modi: i boccioli, messi sotto sale, sostituivano i capperi; i fiori, riuniti in grappoli bianchi e poi essiccati, venivano usati per decotti dal potere cardiotonico; i piccoli frutti, ricchi di vitamina C, diventavano marmellate, succhi e gelatine. La pianta, con la sua chioma fitta e spinosa, offriva anche rifugio e protezione a numerosi uccelli selvatici.

Oggi il biancospino è meno diffuso, soprattutto in aree a forte specializzazione frutticola come l’Emilia-Romagna e l’Alto Adige, dove non è più piantato perché può ospitare il colpo di fuoco batterico, una grave malattia delle rosacee. Tuttavia, rimane una pianta di grande fascino, tanto che ne esistono anche varietà ornamentali, come Crataegus x grignonensis, ibrido ottocentesco rinvenuto nei pressi di Parigi, apprezzato per l’abbondante fioritura primaverile e i frutti rossi brillanti che restano sulla pianta fino all’inverno, diventando cibo prezioso per merli e tordi.

Meli ornamentali

Un’altra presenza immancabile nei giardini naturali è quella dei meli ornamentali. Con questo termine si indicano le specie e varietà di Malus che non producono frutti adatti al consumo diretto, ma che si distinguono per la bellezza delle fioriture e la ricca fruttificazione autunnale. I loro piccoli pomi, di diametro variabile tra 8 e 20 mm, sono molto apprezzati da diverse specie di uccelli: pettirossi e capinere preferiscono i più piccoli, mentre tordi e merli si nutrono volentieri di quelli più grandi.
Tra le specie più decorative vi è Malus sargentii, originaria del Giappone: in aprile offre una spettacolare fioritura bianca che ricopre interamente la pianta, mentre in autunno si carica di grappoli di meline rosse, tanto gradite all’avifauna da scomparire in pochi giorni con le prime gelate. Un’altra specie di grande effetto è Malus transitoria, con frutti giallo dorato e un portamento maestoso che può raggiungere i 10 metri, ideale per dare carattere al giardino.

Non mancano poi varietà di vivaio, selezionate per unire bellezza, resistenza e utilità. Tra queste spicca Malus Evereste, creata in Francia nel 1975: grazie alla sua abbondante fioritura e all’ottima resistenza alle malattie è oggi molto diffusa nei giardini, dove regala sia fiori bianchi sia copiosi frutti adatti anche alla preparazione di gelatine, ricche di pectina.

Sorbi

Il genere Sorbus rappresenta forse il legame più diretto tra natura selvatica e tradizione umana. Diviso in due sezioni botaniche – Aucuparia, con foglie composte, e Aria, con foglie intere o lobate – comprende diverse specie ricche di fascino.

Il più noto è Sorbus aucuparia, chiamato comunemente “sorbo degli uccellatori”: i suoi grappoli di bacche arancioni attirano stormi di volatili in autunno, ma sono stati utilizzati anche dall’uomo per preparare salse, confetture e liquori. Altre specie apprezzate sono Sorbus cashmiriana, con bacche bianche che resistono fino all’inverno, e Sorbus aria e Sorbus intermedia, piccoli alberelli dai frutti arancioni e leggermente aciduli, ideali per confetture particolari e molto graditi agli uccelli per la lunga permanenza sulla pianta.

Un ponte tra natura e cultura

Biancospini, meli ornamentali e sorbi non sono solo elementi di bellezza ornamentale, ma rappresentano un prezioso patrimonio ecologico: offrono cibo e rifugio alla fauna selvatica e al tempo stesso arricchiscono la cucina tradizionale con i loro frutti. Introdurli nei giardini e nei paesaggi significa custodire biodiversità, sostenere la fauna locale e mantenere vivo un legame antico tra uomo e natura.

 

 

 

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