Parkipelago, la natura riconquista i porti urbani

Parkipelago

Parkipelago, la natura riconquista i porti urbani

Parliamo delle “isole galleggianti” realizzato a Copenaghen, noto come Parkipelago o Copenhagen Islands, ideato dall’architetto Marshall Blecher e dal designer Magnus Maarbjerg. Si tratta di piccole piattaforme artificiali, grandi circa 20 metri quadrati e costruite con materiali sostenibili e di recupero, che galleggiano nel porto cittadino e sono ricoperte di vegetazione, fiori selvatici e perfino alberi.

Queste isole, inserite nel cuore urbano, rappresentano un esempio innovativo di urbanistica che integra design, ecologia e uso degli spazi pubblici. Accessibili ai cittadini via kayak, barca o lungomare, sono pensate non solo come luoghi ricreativi, ma soprattutto come strumenti per migliorare la qualità ambientale delle città.

Il loro valore principale è ecologico: funzionano come micro-ecosistemi capaci di offrire rifugio e nutrimento a numerose specie. In particolare, favoriscono la sopravvivenza degli insetti impollinatori, come api e farfalle, sempre più minacciati dalla perdita di habitat nelle aree urbane. Allo stesso tempo, attirano anche uccelli e altre forme di vita, contribuendo a ricreare biodiversità in contesti dominati da cemento e infrastrutture.

Un altro aspetto fondamentale è il loro impatto sulla qualità dell’acqua. Le radici delle piante, immerse nel porto, attivano processi naturali di depurazione: assorbono sostanze inquinanti e favoriscono la crescita di alghe e microrganismi utili. Questo, a sua volta, attira pesci e molluschi, contribuendo alla ricostruzione di una rete ecologica marina e al miglioramento complessivo dell’ecosistema acquatico.

Il progetto è in espansione: oltre alle isole, sono previste altre strutture galleggianti come parchi, serre, saune, zone balneabili e persino allevamenti di cozze. L’obiettivo è trasformare progressivamente i porti urbani da aree industriali a spazi multifunzionali, naturali e condivisi.

Infine, l’esperienza danese viene proposta come modello replicabile anche in altri Paesi, inclusa l’Italia. Qui stanno emergendo progetti simili basati sulle “Artificial Floating Islands” (AFI), utilizzate per la fitodepurazione e la tutela della biodiversità in laghi e canali, come nel Lago Trasimeno, nel Naviglio Pavese o a Rovereto. Anche il Politecnico di Torino sta lavorando a soluzioni modulari galleggianti.

 

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