07 Mar Mandragora
Storie botaniche
La mandragora
La mandragora è una pianta leggendaria che ha una storia ricca di miti, credenze e usi nella storia dell’umanità. Nonostante quest’aurea mitologica la faccia sembrare una rarità, si tratta di una specie largamente diffusa nel territorio mediterraneo e del vicino oriente.
La mandragora fa parte della famiglia delle Solanacee (alla quale appartengono anche la patata, il pomodoro e la melanzana) e in natura si può distinguere dalla sua forma molto compatta con foglie prive di gambo raccolte in una rosetta basale. I suoi fiori sono campanulati, viola e leggermente profumati, mentre i frutti sono grosse bacche verdognole dal gusto aspro. La sua più grande fama, tuttavia, deriva dall’aspetto umanoide della radice, che spesso si biforca in modo tale da assumere somiglianze antropomorfe. Questa sua particolarità, insieme alle proprietà allucinogene delle foglie, contribuirono a nutrire miti e leggende che la collegavano a creature mitologiche e pratiche occulte. Si credeva che la pianta fosse magica e che avesse poteri di protezione, fertilità e guarigione.
Nell’antica Grecia, la mandragora era infatti associata ad Afrodite, la dea dell’amore, e si pensava avesse proprietà afrodisiache. Nel Cantico dei Cantici della Bibbia, la mandragora venne richiesta dalla sterile Rachele alla sorella Lia per riconquistare Giacobbe.
Nella medicina tradizionale, la mandragora era utilizzata per una vasta gamma di disturbi, tra cui dolori, malattie mentali, epilessia e come anestetico durante le procedure chirurgiche. Tuttavia, a causa della tossicità della pianta, l’uso della mandragora in medicina è stato in gran parte abbandonato. Si narra che Giulio Cesare e Annibale sfruttarono le proprietà narcolettiche della mandragora mischiandola con il vino per sfuggire ai nemici e che venne usata nel 60 d.c. dal medico botanico Discoride come prima “anestesia”.
Durante il Rinascimento, la mandragora era considerata una pianta essenziale per gli alchimisti e gli studiosi dell’occulto. Si credeva che avesse poteri magici e che il suo utilizzo potesse conferire conoscenza e potere soprannaturale. In molte regioni, si credeva che la mandragora crescesse sotto i patiboli dove le gocce di sangue dei condannati avrebbero nutrito le sue radici, conferendole poteri particolarmente forti. Queste superstizioni tuttavia, si diffusero probabilmente anche per scoraggiarne il furto, poiché in quegli anni la mandragora divenne molto famosa (e non solo nell’ambito farmacologico) e dunque assunse un grande valore commerciale.
La radice di mandragora era spesso usata in talismani e amuleti per proteggersi contro il male, ma, sempre secondo le credenze popolari, se finivano nelle mani sbagliate potevano diventare strumenti del diavolo. Nel 1431, in Francia, l’accusa di stregoneria a Giovanna d’Arco fu avvalorata dalla radice di mandragora che questa teneva con sé.
In sintesi, la mandragora ha una storia ricca di significati simbolici, credenze popolari e usi pratici nella storia, che vanno dalle pratiche mediche antiche, all’occulto e alla magia. La sua immagine e il suo significato sono rimasti radicati nell’immaginario collettivo e continuano a esercitare un fascino su molti ancora oggi.