04 Feb Il biogiardinaggio
Il biogiardinaggio è un sistema di coltivazione e cura del verde che si pone come alternativa all’uso dei prodotti chimici tradizionali. L’impiego di antiparassitari, diserbanti e concimi chimici, infatti, può causare gravi danni all’ambiente, come l’inquinamento delle falde acquifere e la distruzione dei microrganismi del suolo, indispensabili per la fertilità della terra e per il nutrimento delle piante.
Questo metodo si basa sul rispetto degli equilibri naturali e sull’utilizzo di prodotti biologici, meno pericolosi per l’uomo e per l’ambiente. Al posto dei fitofarmaci chimici vengono impiegati organismi naturali come batteri, funghi, insetti utili, acari e nematodi, che agiscono come antagonisti dei parassiti delle piante. L’obiettivo non è eliminare completamente gli organismi nocivi, ma mantenerli sotto controllo attraverso le leggi della natura.
Il biogiardinaggio prevede anche pratiche agronomiche specifiche, come la pacciamatura, utile per contrastare la crescita delle infestanti, conservare l’umidità del terreno e proteggere le radici dalle variazioni di temperatura. Nei prati, invece, la proliferazione delle erbe infestanti viene limitata con tosature frequenti e una corretta manutenzione.
Per la nutrizione delle piante si utilizzano concimi biologici naturali, come il sangue secco, la farina di pesce e la cornunghia, che non hanno effetti nocivi sull’uomo e sugli animali. Altri prodotti naturali, come la propoli, vengono impiegati per la difesa dalle malattie fungine e dagli insetti dannosi. Sebbene questi metodi siano meno immediati rispetto a quelli chimici, nel lungo periodo permettono di ristabilire l’equilibrio biologico del terreno e di ottenere coltivazioni più sane e sostenibili.