I nuovi “tropici” piemontesi

I nuovi “tropici” piemontesi

Pillole di verde

I nuovi “tropici” piemontesi

Il cambiamento climatico sta trasformando profondamente l’agricoltura piemontese, dando vita a una sorta di “tropici locali”. Temperature sempre più alte e stagioni alterate permettono oggi la coltivazione di specie un tempo esotiche, come asimina, goji, feijoa, mini banane e pere nashi, mentre tecniche innovative come l’aeroponica consentono di produrre con meno acqua e senza suolo.

Tuttavia, questo scenario presenta anche forti criticità. L’anticipo delle fioriture espone colture tradizionali come pesche e albicocche al rischio di gelate tardive, compromettendo i raccolti. Di conseguenza, mentre aumentano le produzioni locali di frutti esotici, cresce la necessità di importare prodotti tipici che un tempo erano garantiti dal territorio.

Il riscaldamento favorisce anche nuove coltivazioni, come l’olivo in aree prima inadatte, e spinge la viticoltura verso quote più elevate. Allo stesso tempo si diffondono colture come noccioleti, mandorli e varietà locali recuperate in zone montane. Ma accanto alle opportunità aumentano i rischi: eventi climatici estremi, come piogge intense e siccità, diventano più frequenti, costringendo gli agricoltori a investire sempre più in assicurazioni.

La gestione dell’acqua emerge come uno dei problemi principali. La diminuzione delle nevicate e delle precipitazioni mette in difficoltà colture come il riso, mentre si rende necessario sviluppare sistemi di raccolta e conservazione dell’acqua piovana.

Anche la biodiversità è minacciata: le api sono in calo, con conseguenze sulla produzione di miele e sull’impollinazione, mentre nuovi patogeni e specie invasive mettono a rischio colture consolidate come il kiwi, già colpito da gravi malattie.

In sintesi, il Piemonte agricolo si sta adattando a un clima sempre più caldo e instabile: se da un lato emergono nuove opportunità produttive, dall’altro cresce l’incertezza, con il rischio concreto di perdere colture storiche e interi settori agricoli.

 

Per maggiori informazioni, contattaci.
Fonte: QUI.


Call Now Button