10 Nov Felce arborea
Storie botaniche: felce arborea
In questo numero vi portiamo dall’altra parte del mondo, nelle foreste umide e temperate della Nuova Zelanda, dove la vegetazione è dominata da oltre duecento specie di felci. Queste piante antichissime formano la base dell’ecosistema forestale e svolgono un ruolo fondamentale come pioniere della vegetazione: colonizzano i suoli umidi esposti a sud e gli spazi lasciati liberi dopo la caduta degli alberi, contribuendo così al rinnovamento naturale del bosco.
Tra tutte le specie neozelandesi, la più iconica è senza dubbio la felce arborea argentata (Cyathea dealbata), considerata una vera e propria regina del sottobosco. È detta “arborea” perché, nel corso di molti anni, riesce a formare un fusto eretto che può superare i dieci metri di altezza. Le sue grandi fronde, disposte a ombrello sulla sommità del tronco, possono raggiungere due metri di lunghezza, creando un effetto scenografico che ricorda una palma primitiva. Il nome “felce argentata” deriva dal colore della pagina inferiore delle fronde più mature, che con il tempo assumono riflessi argentei prima di staccarsi. Questo dettaglio le conferisce una luce particolare, quasi magica, soprattutto nei boschi umidi dove il contrasto tra il verde intenso e l’argento crea giochi di luce unici.
Uno degli aspetti più affascinanti di questa pianta sono i germogli: si sviluppano dal terreno arrotolati su sé stessi in una spirale perfetta, che si srotola man mano con la crescita. Questa forma ha ispirato uno dei motivi più antichi e profondi dell’arte maori: il koru, simbolo di crescita, rinnovamento, forza vitale e nuovi inizi. Nella cultura neozelandese, il koru rappresenta il ritorno alle origini e il legame con la natura: un segno che unisce spiritualità, vita e rinascita, proprio come la felce che lo ispira.
Come molte specie botaniche, anche le felci hanno vissuto un periodo di autentica passione. Durante l’epoca vittoriana, in Inghilterra, scoppiò la cosiddetta pteridomania — la “mania delle felci”. Le famiglie aristocratiche e i collezionisti gareggiavano nel possedere esemplari rari, spesso essiccati e conservati in preziosi erbari o coltivati in serre e ampolle di vetro dove si manteneva l’umidità necessaria. Le felci, con le loro fronde eleganti e il mistero della riproduzione per spore, incarnavano la bellezza discreta e la sensualità velata di un’epoca raffinata.
Dopo la morte della regina Vittoria, questa moda svanì lentamente, ma il fascino delle felci non si è mai davvero spento.
Oggi la felce arborea è diventata uno dei simboli della Nuova Zelanda, emblema di identità nazionale e di legame con la natura. È presente nello stemma di molte istituzioni e campeggia orgogliosa sul logo della celebre squadra di rugby degli All Blacks, ambasciatori sportivi del Paese in tutto il mondo. Ancora oggi, nelle foreste neozelandesi, la felce arborea continua a rappresentare ciò che il koru racconta da secoli: la forza silenziosa della vita che si rinnova, stagione dopo stagione.