Caro energia e guerre: l’agricoltura sotto pressione

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Caro energia e guerre: l’agricoltura sotto pressione

La guerra e il caro energia sull’agricoltura italiana evidenziano un forte aumento dei costi di produzione che mette in difficoltà imprese e filiere. Secondo le stime del centro studi Divulga, rilanciate da Coldiretti, i rincari possono arrivare fino a 200 euro per ettaro coltivato, con incrementi superiori al 30% rispetto al periodo precedente al conflitto.

Tra le voci più colpite ci sono fertilizzanti ed energia. I fertilizzanti hanno registrato aumenti rapidissimi: l’urea ha raggiunto circa 815 euro a tonnellata, con un +40% in un solo mese, mentre anche il nitrato ammonico è cresciuto significativamente. Parallelamente, il gasolio agricolo è salito da circa 0,85 a 1,38 euro al litro, con rincari superiori a quelli del diesel normale.

Questi aumenti si ripercuotono su tutta la filiera agroalimentare. Alcuni settori risultano particolarmente colpiti: per l’olio d’oliva i costi aumentano di oltre 200 euro a ettaro, mentre per i cereali l’incremento medio varia tra 65 e 80 euro, con punte fino a 200 euro per il mais. Anche gli allevamenti subiscono forti pressioni: produrre latte costa circa 40 euro in più a tonnellata e nel comparto suinicolo si registrano circa 25 euro aggiuntivi per capo. Incrementi si registrano anche nei frutteti, nel vino e nel florovivaismo.

Il risultato è una forte riduzione dei margini per le aziende agricole, con il rischio di mettere in crisi la redditività e la continuità produttiva. Inoltre, l’aumento dei costi lungo la filiera potrebbe trasferirsi sui prezzi finali, incidendo sui consumatori, anche perché gran parte degli alimenti viaggia su gomma.

Coldiretti lancia quindi un allarme sulla tenuta del settore e sulla sovranità alimentare, chiedendo interventi urgenti all’Unione europea. Tra le misure proposte ci sono maggiori risorse dalla Politica agricola comune e strumenti immediati per contenere i costi e contrastare eventuali speculazioni, già segnalate anche sul fronte dei carburanti.

In sintesi, guerra e caro energia stanno mettendo sotto pressione l’agricoltura italiana, aumentando i costi, riducendo i margini e rischiando di avere effetti a catena su produzione e prezzi alimentari.

 

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