Caldo estremo e allarme acqua

Caldo estremo e allarme acqua

Pillole di verde

Caldo estremo e allarme acqua

L’estate agricola italiana entra in una fase critica a causa di un’ondata di calore intensa e prolungata, con temperature fino a 39-41 °C e notti tropicali persistenti. Il problema principale non è solo il caldo diurno, ma la combinazione con la scarsità di piogge e la crescente carenza idrica, che sta già mettendo in difficoltà il settore agricolo, soprattutto nel Nord Italia.

Le colture risultano particolarmente stressate: alte temperature e forte evapotraspirazione riducono l’efficienza fotosintetica, aumentano il fabbisogno d’acqua e favoriscono fenomeni di appassimento. Mais, riso, soia, ortaggi, frutteti e vigneti sono tra le colture più colpite. Anche le notti calde impediscono il recupero delle piante, aggravando lo stress idrico.

L’emergenza riguarda anche la zootecnia: il caldo influisce sul benessere animale, riducendo produttività, fertilità e ingestione di cibo. Diventano quindi fondamentali ventilazione, raffrescamento e disponibilità costante di acqua.

Sul fronte idrico la situazione è particolarmente preoccupante. In Piemonte è stato riattivato l’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica: le precipitazioni sono inferiori del 44% rispetto alla media e le riserve d’acqua (neve, laghi, invasi) risultano sotto la norma del 31%. Anche i fiumi, a partire dal Po, mostrano portate ridotte.

La combinazione di scarse riserve, alte temperature e aumento dei consumi irrigui rischia di compromettere la stagione agricola, soprattutto nelle aree a forte richiesta d’acqua. Le previsioni non indicano miglioramenti a breve, rendendo necessario un monitoraggio continuo delle condizioni dei suoli, dei fabbisogni irrigui e della gestione delle risorse

In questo scenario, il vero fattore critico non è solo il caldo, ormai tipico delle estati mediterranee, ma la sua persistenza insieme alla fragilità delle riserve idriche, che mette a rischio l’equilibrio dell’intero sistema agricolo.

 

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