Ananas

Storie botaniche: l’ananas

In questo numero, vi accompagniamo in un viaggio che attraversa le foreste lussureggianti dell’America Centrale e le aride pianure brasiliane, un territorio in cui germoglia un frutto succoso che, con ogni probabilità, ha trovato posto sulle nostre tavole natalizie. Stiamo parlando dell’Ananas comosum, conosciuto più semplicemente come l’ananas. Oggi, la Costa Rica è il principale produttore di questo frutto esotico, con una produzione mondiale che raggiunge i 29,4 milioni di tonnellate.

Dal punto di vista morfologico, l’Ananas comosum è una pianta che non supera gli 80 cm di altezza. Le sue foglie, nastriformi, dure e spinose, possono arrivare a un metro di lunghezza, e si sviluppano da uno stelo corto e tozzo. Tra dicembre e gennaio, quando le giornate si accorciano e le temperature notturne calano, l’infiorescenza a forma di spiga, lunga fino a 15 cm, emerge dalla sommità dello stelo. Più di cento fiorellini, disposti a spirale, sbocciano in una danza di colori tra il viola e lo scarlatto. Questo spettacolo naturale si protrae per circa tre mesi. Durante questo periodo, i colibrì impollinano i fiori di giorno, mentre i pipistrelli svolgono lo stesso compito di notte, favorendo la formazione del frutto. Nelle serre, per evitare la formazione di semi troppo duri, tutte le piante vengono clonate tramite talea.
Il frutto che nasce da questa spiga è un sincarpo, cioè un frutto composto, risultato dalla fusione di più frutti originatisi dall’infiorescenza.

Un salto nel passato ci riporta al 1496, quando Cristoforo Colombo, al termine del suo celebre viaggio, portò l’ananas in Europa dai Caraibi, suscitando subito un grande clamore. La sua forma insolita, il suo sapore leggermente aspro e succoso, e la difficoltà di coltivarlo nel clima europeo, lo resero un simbolo di ricchezza. L’ananas si imponeva come una novità di grande fascino, con il suo gusto dolce e la sua particolare apparenza, che ricordava a Colombo la forma di una pigna, da cui il nome spagnolo “piña” e l’inglese “pineapple”. In Europa, divenne rapidamente un simbolo di nobiltà e buon gusto, soprattutto tra le aristocrazie britanniche, che ostentavano la sua presenza sulle loro tavole come segno di opulenza. Nel XIX secolo, il costo di un singolo ananas poteva equivalere a circa 8.000 euro odierni. Così elevato era il suo valore che molti preferivano noleggiarlo, per esporlo come elemento distintivo in occasioni speciali.

 

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