07 Set Agricoltura italiana, motore dell’Europa
Agricoltura italiana, motore dell’Europa
L’agricoltura italiana si conferma un settore strategico per l’economia europea: nel 2025 l’Italia ha generato il 16,9% del valore aggiunto agricolo dell’Unione Europea, posizionandosi al primo posto davanti a Spagna, Francia e Germania. È quanto emerge dal rapporto sull’economia agroalimentare dell’Ufficio Studi, Ricerche e Innovazione di BPER Banca, che evidenzia la solidità della filiera italiana, ma anche le difficoltà legate al contesto internazionale.
Nel complesso, il comparto agroalimentare italiano ha prodotto 89 miliardi di euro di valore aggiunto, di cui 46,6 miliardi provenienti da agricoltura, silvicoltura e pesca e 42,3 miliardi dall’industria alimentare. Anche l’export ha raggiunto un nuovo record, superando i 72 miliardi di euro, con una crescita del 5%. Tuttavia, le importazioni sono aumentate ancora più rapidamente, del 10,5%, determinando un peggioramento del saldo commerciale.
A pesare sulle prospettive del settore sono soprattutto le tensioni geopolitiche e l’instabilità dei mercati internazionali. Nei primi mesi del 2026 sono aumentati i costi di energia, carburanti e fertilizzanti, con possibili ripercussioni sulla redditività delle aziende agricole e sulle produzioni future. Secondo BPER, proprio i costi di materiali ed energia rappresentano uno degli aspetti da monitorare con maggiore attenzione, perché gli effetti sulle rese potrebbero emergere soltanto nei prossimi raccolti.
Parallelamente, il settore continua a investire nell’innovazione. Il mercato dell’Agricoltura 4.0 è cresciuto del 9% nel 2025, raggiungendo un valore di 2,5 miliardi di euro, grazie alla diffusione di tecnologie e strumenti per rendere le produzioni più efficienti e competitive. Il quadro mostra quindi un’agricoltura italiana forte e innovativa, capace di mantenere il primato europeo, ma chiamata ad affrontare costi crescenti, instabilità geopolitica e nuove sfide per la sostenibilità e la competitività della filiera.